Domani posso andare allo stadio?

Pronto Soccorso del C.T.O., oggi pomeriggio.

Indosso la t-shirt bella, quella su cui campeggia la scritta LA MARATONA.
All’inizio di quella che sarà una lunga attesa Sagliets minaccia di venire a tenermi compagnia.
“Rimani lì dove sei, in nome della Dea!”
“Sei stronza anche quando stai male, eh?”
“Ora e per sempre.”

Dopo la visita dall’ortopedico, aspetto che mi facciano le radiografie di rito.
Arriva in sala d’aspetto un donnino dallo sguardo sperso.
Mi racconta qualunque (noiosissima) cosa, incurante delle mie imprecazioni: ho proprio male; all’improvviso mi chiede: ” Signora, ha fatto la maratona?”
Mi viene un po’ da ridere sprezzantemente, sento il sopracciglio sinistro alzarsi deciso, e con tutta la dolcezza possibile le dico: “No, signora, la Maratona è la curva dei tifosi del Toro.”
Essa replica: “Aaaaah… mi scusi ma io non pratico: mio marito è della juve.”
Al che rispondo: “Apperò!”
Non avendo più nulla da dire, riprendo a camminare avanti e indietro, nervosa e addolorata come un drago che non sa più sputar fuoco.

Attenedendo il referto dei raggi, esco a fumare una sigaretta.
Nel mio stare lì a fumare, mi guardo intorno e lo sguardo mi cade su una finestra del PS: da dietro il vetro si palesa il sosia del figlio di Polifemo (gggiuro!).
Sussultò un po’, basita, e poi alzo le spalle: la cicca è finita, torno dentro ad aspettare.

Refertate le radiografie, vado dall’ortopedico. Trascorro qualche minuto d’attesa a canticchiare che la mamma di Marotta è Polifemo, incurante degli sguardi straniti degli altri astanti.

Finalmente mi chiamano.
Mi viene spiegata la rava e la fava e vengo fatta accomodare in sala gessi.

Esco con il braccio destro vestito a nuovo, ma mi introduco furtivamente nel bugigattolo dell’ortopedico.
“Dottore, mi scusi… domani posso andare allo stadio con questo coso?”
“Assolutamente sì,” risponde e sorride quasi con tenerezza.

Finalmente esco – dopo quasi cinque ore – dal C.T.O. e… niente: buona guarigione a me.

Non so se mi faccia più male il polso distorto o la consapevolezza di non poter suonare la chitarra per… oddea, non so per quanto tempo… ahia…

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